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Giovedì, 26 giugno 2014

Senato elettivo, 35 senatori firmano emendamento Chiti: «Porteremo battaglia nel paese»

Senato

La battaglia perchè il Senato resti elettivo non verrà fatta solo all’interno del Parlamento ma anche nel paese, tra le associazioni e la società civile. È quanto hanno annunciato in una conferenza stampa a palazzo Madama Vannino Chiti, Mario Mauro, Loredana De Petris e Felice Casson e Francesco Campanella che hanno presentato insieme ad altri senatori, in tutto 35, provenienti da diversi gruppi di maggioranza e di minoranza 14 subemendamenti alle riforme costituzionali tra i quali quello che chiede di mantenere l’elezione anche per il nuovo senato.

«Questa è una formazione diversa da quella della maggioranza che sostiene il governo perchè qui si discute di Costituzione e noi ci siamo trovati d’accordo su aspetti di merito. Siamo tutti favorevoli a fare una buona riforma e a superare il bicameralismo paritario – ha spiegato Chiti – ma alcuni aspetti non ci convincono». «Il principio che vogliamo difendere e che ci unisce – ha proseguito De Petris – è che la sovranità è del popolo perciò entrambe le camere devono essere elette direttamente anche se vogliamo ridurre i costi, e infatti proponiamo di ridurre il numero dei deputati oltre a quello dei senatori».

«Siamo in un campo di calcio in cui si gioca a baseball con le regole del rugby», così Mauro ha sintetizzato il progetto di riforma costituzionale del governo. «Io non sono un contestatore ma questo accordo sancisce una deriva autoritaria, da spazio ad una corte e non ad una storia, perciò noi dobbiamo fare proseliti e fare di questi emendamenti una battaglia politica, animare un dibattito a 360 gradi nei prossimi giorni e nei prossimi mesi con tutti i leader politici, dentro e fuori dal Parlamento, io so che ci sono timori di un senato dopolavoristico anche da parte di altri».

«Vogliamo che tutte le forze politiche, le associazioni sappiano qual è la posta in gioco – ha aggiunto Chiti – perciò dalla prossima settimana insieme a fare una serie di incontri».

Numeri alla mano, dunque il voto in aula sarebbe a rischio per la proposta del governo. Infatti dei 35 firmatari  18 fanno attualmente parte della maggioranza che sostiene il governo Renzi, e se si sottraggono quei 18 voti ai 169 che hanno dato la fiducia al governo la non elettività del nuovo Senato ne avrebbe solo 151. Rendendo determinante il voto dei senatori di Forza Italia.

Commenti

  • Dario

    Bene, ma sappiamo tutti benissimo che al momento del voto quei 18 si riallineerebbero, come hanno sempre fatto.