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Mercoledì, 24 giugno 2015

Stefàno: scuole abbandonate, come i suoi lavoratori

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«Che fine ha fatto il progetto “Scuole belle”? E che ne sarà dei duemila operatori exLsu Ata coinvolti? Saranno sospesi e non retribuiti? Verranno mai realizzati i lavori di mantenimento del decoro e della funzionalità degli immobili scolastici?». A chiederlo è il senatore Dario Stefàno in un’interrogazione al Ministro dell’istruzione Giannini, con la quale sottolinea la necessità di conoscere i motivi dello stallo del progetto, ma anche se vi è la possibilità di riattivarlo, superando possibilmente il problema della modalità e, dunque, dei ritardi con cui le risorse vengono stanziate.

Tutto nasce dalla decisione della Dussmann Service srl, società che ha in affidamento il servizio di pulizia e dei servizi per il mantenimento del decoro e della funzionalità degli immobili per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, di procedere al fermo temporaneo delle attività “scuole belle”, applicazione art. 34 ccnl per gli operatori ex Lsu Ata. La Dussmann, si legge nel testo dell’interrogazione, ha precisato che il MIUR non ha proceduto alla decretazione dei fondi finalizzati al mantenimento del decoro e della funzionalità degli immobili scolastici, per il periodo luglio-dicembre 2015, né tantomeno ha identificato gli istituti scolastici destinatari di tali fondi.

«Per tali motivi – spiega Stefàno – ad oggi gli istituti scolastici non sono in grado di definire i lavori di decoro e funzionalità degli immobili, la cui esecuzione era prevista per il 1° luglio 2015, che non potranno dunque essere assegnati in tempo utile per la loro realizzazione. A questo, si va ad aggiungere la mancata previsione di qualsiasi attività di pulizia e sanificazione nell’imminente periodo estivo».

«Quanto comunicato dalla società mette, di fatto, in ulteriore difficoltà e a rischio circa duemila operatori impegnati attualmente in tale servizio, i quali, verranno sospesi e senza percepire alcuna retribuzione. Il progetto “Scuole Belle” del Governo avrebbe dovuto svolgere anche la funzione di sopperire alla riduzione dell’orario lavorativo susseguente alla gara Consip. Il pagamento di tali commesse risulta assicurato dal Ministero dell’Istruzione e Ricerca, attraverso il Cipe, con pagamenti che dovrebbero essere semestrali ma che in realtà hanno spesso registrato settimane di ritardi».

«Insomma – conclude Stefàno – altro che scuole “belle”, siamo alle solite: scuole e lavoratori assolutamente abbandonati».

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