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Venerdì, 14 novembre 2014

Una nuova stagione per la sinistra. Noi ci siamo

milano

Sala congressi della provincia pienissima come non si vedeva da tanti anni, molti in piedi, alcuni seduti sui gradini. Più di 7000 visualizzazioni in streaming.

La sensazione che si sta facendo qualche cosa di giusto, che il tentativo affermare che una Sinistra larga e inclusiva sia possibile anche in epoca renziana, epoca che di Sinistra ne vede troppa poca nei ruoli apicali della politica, e che sia la strada da percorrere. L’arrivo a sorpresa di Giuliano Pisapia a chiarire che una Sinistra in grado di governare senza rinnegare i propri valori esiste, ed è tanto necessaria quanto vincente.

Ancor prima degli interventi, ancor prima di vedere sul palco Nichi Vendola, Pippo Civati, Stefano Fassina e Mirco Rota, ciò che risulta chiarissimo a tutti i presenti è il percorso che dovrà prendere il via, il campo in cui giocare, la possibilità di ritrovare e ritrovarsi nelle piazze del lavoro, nei luoghi dell’esclusione sociale, in quei quartieri e in quelle aree dove i due Mattei (Renzi & Salvini) stanno instaurando una guerra tra poveri per cui il nemico dell’emarginato diviene chi si trova in condizioni ancora peggiori delle sue.

Tornare, per chi avesse smesso, a porre al centro lo smarrimento del mondo del lavoro, sempre più precario e insicuro. Riportare le politiche economiche su un piano in cui l’obiettivo non sia quello di mitigare l’arretramento dei diritti e delle tutele ma quello di migliorare la realtà, di dare speranze a intere generazioni che si trovano impossibilitate a progettare un futuro, di dare possibilità a quelle generazioni che hanno perso il lavoro e che, a qualche anno dalla pensione e con famiglia a carico, non riescono a trovare un impiego e un’adeguata tutela negli ammortizzatori sociali, dare sicurezza a chi vede il potere d’acquisto della propria pensione continuamente abbassato.

Capire che insieme al lavoro devono viaggiare i diritti, da quello di amarsi e di essere una famiglia per tutte e tutti a quello di poter essere donna, mamma e lavoratrice. Dire che la politica che chiude gli asili nido ma, con grande carità, dona 80 euro per figlio non è ciò che noi vogliamo. Affermare che le tragedie causate dal maltempo non sono una fatalità contro cui il compito di uno Stato è quello di riparare il danno causato, ma sono il frutto di una dissennata politica cementificatrice e anti-ecologista che ha distrutto i nostri territori e che continuerà a farlo grazie ai provvedimento dello SbloccaItalia.

I temi che ci uniscono ci sono, i luoghi del confronto anche, le possibilità, guardando i volti di tutti i presenti e di quella Sinistra larga e plurale, sono tantissime. Ma continueranno a esserci solo se ci sarà coerenza tra ciò che viene detto e gli atti compiuti in parlamento, se ci sarà il coraggio di dare seguito alle parole con fatti concreti.

Noi ci siamo.

Oggi poi, durante uno sciopero della FIom partecipatissimo e una piazza Duomo piena, ascoltiamo Landini che dal palco afferma: «Noi non siamo quelli che pagano mille euro per una cena con Renzi. Noi siamo quelli che con mille euro devono mangiare per un mese».

Continuare questo percorso sta a noi, al nostro coraggio e alla nostra voglia di affermare che una Sinistra non minoritaria è possibile, anzi necessaria.

*Sel Milano

Commenti

  • Leopoldo

    D’accordissimo su una sinistra NON minoritaria, ma soprattutto e innanzitutto AUTONOMA! Senza aprire corsie preferenziali riguardo alle alleanze, com’è stato, per esempio, fino ad ora con il PD. E poi avere un programma politico che ponga le basi per un nuovo modello economico e sociale che porti al superamento dell’attuale sistema che ci ha proiettato nell’attuale crisi, alzando l’asticella degli obiettivi, come fanno i nostri avversari politici! A buon intenditor……………

  • niarca

    si ma quante volte vi abbiamo visto questo film fantastico di una sinistra sinistra unita e poi dividervi dopo un secondo dall’accordo? Io ho fatto tanti atti di fede ma sono sinceramente stufo di darvi credito ed ora voglio vedere prima i fatti e poi …bye bye

  • Dario

    Parole prive di senso: se volete fare questo, si comincia lavorando con Rifondazione e L’Altra Europa, eventualmente vedendo la disponibilità di Civati e Fassina a staccarsi qualora smettessero di appoggiare Renzi.