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Venerdì, 16 maggio 2014

Vendola: accordo Electrolux non è de profundis ma elemento vita. Arriva in un paese sempre più povero di diritti

«Questo accordo non è un de profundis ma un elemento di vita. Adesso bisogna capire quali scelte fare perché lo sia effettivamente». Lo ha sottolineato il leader di Sel, Nichi Vendola, commentando l’accordo raggiunto nei giorni scorsi sulla vertenza Electrolux, a margine di un incontro con i lavoratori dello stabilimento di Susegana (Treviso).

Secondo Vendola, inoltre, «non bisogna attribuire al decreto Poletti, ed in particolare al lato flessibilità, il merito di questo accordo che, invece, è il risultato delle battaglie dei lavoratori. Penso – ha aggiunto ancora – che il rifinanziamento dei contratti di solidarietà, ed in particolare la decontribuzione, sia un aspetto interessante perché può, in qualche maniera, essere usato per tante altre vertenze che oggi sono alla deriva».

«Questo accordo – ha proseguito il presidente della Puglia – è importante perché arriva in un paese sempre più povero di diritti e di tutele, privo di serie politiche industriali. Credo che dimostri che i sindacati non sono un intralcio alla modernità, come certa propaganda dice . La modernità fatta senza i lavoratori ed i loro diritti è una finta modernità».

Per il leader dei Sel «fare politiche industriali, come dimostra questo caso – ha continuato – significa che lo stato non è un bancomat ma che mette risorse quando queste servono a finanziare i processi di innovazione», ha ribadito Vendola che ha concluso precisando che «questo accordo dimostra, inoltre, che chiudere aziende o attività produttive che non sono decotte, è un delitto».

 

Sui nuovi dati economici Vendola commenta «Mi sento poco rassicurato dalla fotografia dello stato di salute dell’economia del Paese».  A chi gli chiedeva se si sentisse tranquillizzato dalle affermazioni del premier Matteo Renzi che esclude una manovra correttiva, Vendola ha sottolineato: «Si stava immaginando che fossimo già dentro una svolta positiva, invece siamo a -0,1% di Pil nell’ultimo trimestre. Questo dimostra – ha osservato il governatore della Puglia – che siamo tutt’altro che fuori dalla zona di recessione e che non siamo fuori da questa depressione economica, che non può che essere affrontata aprendo cantieri».

«In questo momento, e lo dico perché Renzi ha usato parole giuste sul patto di stabilità – ha aggiunto Vendola – ci sono decine e decine di miliardi di euro di cantieri immediatamente pronti che, in tutta Italia, sono bloccati dai vincoli del patto di stabilità». Per Vendola, infine, «non si esce dalla crisi se non sostenendo la domanda interna, se non dando reddito a chi non ce l’ha, se non promuovendo una politica attiva per il lavoro. Il punto di fondo è il lavoro e poi il peso che il lavoro ha sulla scena pubblica», ha concluso.

Sul decreto lavoro Dl lavoro

«Il decreto Poletti forse ha salvato Electrolux ma a me non piace per nulla. E’ infatti un decreto che il lavoro, lo riduce alla somministrazione con il contagocce dei contratti a tempo determinato, rompe il rapporto tra il lavoro e la libertà. Un lavoro precario non garantisce condizioni di libertà, percorsi di libertà, di autonomia e di indipendenza – sottolinea Vendola -. Il lavoro ha bisogno di essere stabile e ricco. Ricco di futuro e di prospettiva, altrimenti lavorare sentendosi ricattati o vivendo nella paura, significa non essere cittadini di un mondo moderno”, ha concluso il presidente dellaRegione Puglia.