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Giovedì, 17 luglio 2014

Sel: la relazione del ministro Padoan dimostra impotenza del governo. Quello che servirebbe è una inversione di tendenza

L’intervento del ministro Pier Carlo Padoan alla Camera «fotografa l’impotenza del governo», secondo il leader di Sel Nichi Vendola: «Le parole del ministro Padoan nell’Aula di Montecitorio sono la fotografia dell’impotenza di un governo che se non forza i vincoli europei non può e non potrà dare nessuna risposta al dramma del Paese. E il dramma dell’Italia oggi si chiama povertà e disoccupazione».

Per Vendola «le previsioni di spesa che sono legate agli introiti frutto delle privatizzazioni e della spending review sono un’artimetica effimera e tutta da verificare. E l’Italia è un Paese che non riesce a parlare di crescita e sviluppo anche perché il Partito della nazione rischia di svendere la nazione visto che non c’è politica industriale e la messa all’incanto di gran parte del patrimonio industriale italiano. Credo che ci siano buone ragioni per considerare il discorso delle riforme soltanto come gli effetti speciali che servono a non vedere che sul palcoscenico della realtà va in onda la povertà che cresce».

«Quello che servirebbe – conclude Vendola – è un’inversione di tendenza, è il cambiare verso. Il governo invece continua ad andare, al di là degli annunci, nella stessa direzione dei governi che lo hanno preceduto, e quella direzione rischia di portarci in un burrone».

Dello stesso parere il parlamentare di Sel Giulio Marcon. «L’informativa del Ministro Padoan è stata deludente e insoddisfacente. Nessuna valutazione su una politica economica, che noi giudichiamo fallimentare, che ha portato l’Europa alla depressione, alla crisi economica, all’aumento della disoccupazione e anche all’ aumento del debito pubblico. In Europa non abbiamo ottenuto nulla, solo un pugno di mosche».

«Non c’è traccia sulla necessità di una politica industriale e non c’è traccia nemmeno di un intervento relativo alla ridistribuzione fiscale, una patrimoniale degna di questa nome, –  prosegue Marcon. – Fino ad oggi, il Governo non ha ottenuto niente in Europa e temiamo che sarà così anche in futuro. Se Renzi intende battersi, non a parole come ha fatto, ma con coerenza per cambiare le regole del Patto di stabilità, noi, continuando a stare all’opposizione e dall’opposizione, siamo pronti a sostenere questa battaglia. Già lo facciamo nel Paese raccogliendo le firme a sostegno del referendum contro le politiche di austerità e per un progetto di legge d’iniziativa popolare di revisione dell’articolo 81 della Costituzione che introduce il pareggio di bilancio».

«Quello che non otterrà Renzi, noi speriamo di ottenerlo con l’iniziativa dei cittadini, dei movimenti, del sindacato, attraverso il referendum e il progetto di legge di iniziativa popolare. Solo in questo modo è possibile la crescita, e soprattutto solo in questo modo è possibile rimettere al centro in Europa il lavoro e i diritti delle persone», conclude Marcon.

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