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Mercoledì, 29 aprile 2015

Votiamo contro l’Italicum perché il filo rosso è quello del potere!

italicum

‘Sinistra Ecologia Libertà voterà contro perché con il voto di fiducia il governo sta portando il paese sotto la soglia minima della democrazia. La fiducia è un punto di non ritorno, e oggi si consuma una strappo difficilmente sanabile’.
Lo afferma il capogruppo dei deputati di Sel a Montecitorio on. Arturo Scotto, intervenendo alla Camera per dichiarazione di voto contro la prima fiducia sulla legge elettorale.
‘Un filo rosso, prosegue il capogruppo di Sel, lega le iniziative del Governo ed è il potere. Più potere al Premier, più potere al dirigente scolastico, più potere all’imprenditore di poter licenziare. Per Renzi la politica è un quotidiano duello, in campo ci sono sempre e solo due contendenti, uno vince e comanda, l’altro perde, muore e scompare. La legge elettorale, è materia parlamentare e quello di oggi è un vero e proprio strappo. Nessun governo democratico, permettersi di comprimere il pluralismo’.

La dichiarazione di voto di Sel

Commenti

  • francesco

    Veramente la soglia di sbarramento al 3% assicura un ampio pluralismo.
    La legge in discussione poteva essere sicuramente migliore ma da qui alla demonizzazione che anche SEL ne sta facendo ce ne corre davvero. Questo continuo gridare al “golpe” ed alla “derva autoritaria” ha oramai assunto una connotazione farsesca e soprattutto produce l’effetto contrario di quello proposto, ovvero rafforza nella maggioranza dei cittadini la convinzione che l’attuale governo stia facendo bene e non il contrario.
    La riforma elettorale in discussione è molto simile alla posizione in materia dell’Ulivo con cui il PRC era alleato nel ’96 ed è molto vicina alla posizione in materia che lo stesso Bersani aveva qando era segretario del PD (come anche le interviste di qualche anno fà riproposte oggi su Sky anno evidenziato).
    Ma squando SEL era alleata a Bersani e lui (da leader di coalizione) avvea comunque più o meno la stessa posizione in materia di legge elettorale, alloa il problema della deriva autoritaria non c’era? allora sarebbe andata bene se a farla (come sicuramente sarebbe accaduto) fosse stato Bersani assieme a l’alleato Vendola?
    Davvero non si capisce che questo strapparsi le vesti è ridicolo olter che fuori luogo? Ma dle resto abbiamo così tanto consenso elettorale che ce ne possiamo fregare?
    Se nessuno vota (quasi) più SEL forse vuol dire che siamo noi a sbagliare linea, che siamo noi ad essere distanti dai cittadini e non l’attuale governo (sul quale comunque ci sono ragioni valide per essere critici). Ma ammetetrlo vorerbbe dire certirtificare la propria inadeguatezza ed una “poltrona” è sempre una “poltrona” anche per gli idealisti (a parole) di casa nostra.

  • Valium

    Devo dare ragione a francesco. Non mi piace Renzi, men che meno questo governo, e la riforma costituzionale pure, ma l’Italicum è secondo me una buona legge elettorale, un po’ complessa ma buona. Sel mi ha deluso moltissimo, speravo che accettasse almeno un compromesso col Pd e invece si ostina ad ammiccare alla minoranza dem sperando in una scissione, inoltre su facebook si parla solo di salvini, canapa e governo ladro, giusto per raccattare voti di qua e di là. Questo non è il partito che ho votato dal 2010 ad ora. Crisantemi e lutto al braccio, neanche i grillini hanno osato tanto.

  • francesco

    L’Italicum è bocciato da fior di costituzionalisti come Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, sicuramente non asserviti ad alcuna cordata politica. Poichè la legge elettorale in questione sarà in vigore solo a partire dal 2016 , la sua rapida approvazione – secondo Rodotà – “appare ingiustificata e sospetta” probabilmente per oscuri calcoli politici. Sel prenda atto , nel suo corso post-ideologico, della genia di “moderni riformisti” che ha allevato al suo interno, a partire dall’on. Matarrelli, fino ai due postatori che mi precedono, forse pronti ad arruolarsi (se non l’hanno già fatto) nel salvifico “Partito della Nazione”.

  • francesco

    ma almeno parla di ciò che conosci invece che fare illazioni sugli altri. Io non sono non sono pronto ad essere arruolato da alcuno, ma non faccio politica attiva da oramai un decennio e non ho certo intenzione di ritornare a farla adesso. Sono un semplice elettore che prima votava PRC, poi SEL e adesso sinceramente mi cadono le braccia nel constatare come a sinistra del PD oggi ci siano solo partiti nichilisti e sostanzialmente inutili. Sulla legge elettorale, come ho già detto ci sono molte ragioni per essere critici (ad esempio trovo sbagliato che la soglia per l’attribuzione del premio di maggioranza scatti al raggiungimento del 40%; avrei trovato più opportuno che scattasse al conseguimento del 50%+1 dei voti) ma che c’entra il lutot al braccio o i crisantemi in aula con tutto ciò? questa non è politica ma è solo una pagliacciata e se si ricorre a questi espedienti è perchè evidentemente non abbiamo argomenti più seri e convincenti.
    Che alcuni costituzionalisti, come quelli da te citati, boccino il cds. “Italicum” mica significa che è un abominio o l’instaurazione di una dittatura, ma semplicemnte che per loro sarebbe stata più opportuna un’altra legge. Vivaddio siamo in democrazia e si possono avere opinioni divergenti e le si possono esprimere, come fanno Rodotà e Zagrebelsky (come altri). Del resto considerare “ingiustificata e sopsetta” la rapida approvazione di una legge, in Italiano, non mi sembra una critica così feroce o l’attestazione della sua antidemocraticità (come goffamente e stupidamente SEL sostiene con la pagliaccita in aula di questi giorni).
    Se c’è qualcuno che “rema contro” a SEL non sono certo io (con le mie dabbero modeste posizioni) ma coloro che non avendo una linea politica ed essendo inadeguati a dirigere il partito alimentano la radicalizzazione delle posizioni per conservare la propria posizione (come Fererro e il PRC, ma ultimamente anche SEL e la sua attuale dirigenza a partire da Vendola e Frattoianni).

  • francesco

    Scusa il ritardo.Condivido pienamente il rifiuto della politica-spettacolo, introdotta in Italia dalla coppia Pannella-Bonino, ereditata in blocco dal ciarlatano di Genova Giuseppe Grillo detto Beppe (già saltimbanco alla corte di Alfredo Biondi), e oggi fatta propria dal drappello istituzionale di Sel, catapultato in Parlamento dal PD grazie all’inciucio denominato “Italia Bene Comune”. Detto questo, resta l’amara constatazione che l’Italicum rappresenta l’ennesima picconata alla Democrazia Rappresentativa, a corollario di un processo reazionario iniziato dall’ex Capo dello Stato Francesco Cossiga (Gladio), proseguito con la reggenza quasi ventennale del piduista Silvio Berlusconi, e accelerato dall’attuale “salvatore della Patria” Matteo Renzi,persino contro pezzi del suo Partito.
    Prendo atto che non ti riconosci nel Partito della Nazione e nel contempo ti invito a non arruolarmi tra i difensori d’ufficio di Sel, “sono comunista e non ho nulla da dichiarare”.

  • francesco

    Condivido in parte il tuo giudizio sul cds. “Italicum” anche se mi permetto di osservare che sono “picconate alla democrazia rappresentativa” sia la concentrazione di potere senza opportuni controbilanciamenti, sia un eccesso di contrappesi che (al di là delle intenzioni originarie) finiscono con l’impedire alla maggioranza pro-tempore di assumere le proprie decisioni. La questione è ovviamente molto complessa e le semplificazioni non aiutano ad un confronto serio sulla questione, tuttavia credo che in una qualche misura sia necessario considerare il diverso contesto socio-economico mondiale in cui oggi ci troviamo rispetto a quello che ha rappresnetato l’humus su cui la nostra costitituzione è nata. Onestamente non trovo scandaloso (ed ancor meno dittatoriale) che la maggioranza eletta possa – rapidamente (la rapidità è la chiave) – assumere le sue decisioni senza che si possa (come oggi accade) utilizzare gli strumenti di contro-bilanciamento dei poteri a fini ostruzionistici. Non so se lo hai notato ma “de facto” da divesri anni a questa parte il confrnto politico tra le parti in causa (partiti o movimenti che siano) non avviene più su un modello di governo o società da proporre ai cittadini ma sulla denigrazione dell’avversario. L’opposizione parlamentare oramai agiste quasi esclusivamente sul versante dell’ostruzionismo puntando ad impedire l’azione della maggioranza affinche questa perda consenso per la sua inattività. Questo è secondo me sbagliato perchè se ciò può aiutare la sinistra nel momento in cui è minoranza ci si ritorcerebbe contro in caso riuscissimo ad ottenere un consenso tale da poter assumere la guida del paese. Per quanto mi riguarda credo che un premio di maggioranza che assicuri al partito/coalizione vincitore un adeguato margine per governare sia tutt’altro che scandaloso o antidemocratico e la oramai ventennale applicazione di tale meccanismo (il premio di maggioranza) nelle elezioni locali e regionali mi sembra abbia sufficientemente dimostrato la sua efficacia e la sua democraticità (tant’è che spesso da un’elezione all’altra il governo locale passa da uno schieramento all’altro). Poi ripeto ci sono molte questioni su cui essere critici ma preferire lo “status quo” in materia di legge elettorale alla proposta in discussione ora alla camera è secondo me tanto miope quanto emblematico dell’inadeguatezza politica della sinistra italiana tutta.