Sono Lucia, ho la sclerosi. Ma ora cammino

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Casarano. Una giovane donna ammalata, si alza dalla sedia a rotelle grazie alla cannabis. Che si sperimenta a Casarano.

Oggi un ‘caffè’ diverso da tutti gli altri, per scuotere gli animi disfattisti e diffidenti che purtroppo troppo spesso popolano questo quotidiano on line: una storia di ottimismo, scritta prima da un’amministrazione illuminata, come quella di Nichi Vendola, sul tema delle cure naturali alla sclerosi multipla; poi dai dottori e dai pazienti che vogliono vincere la malattia, carichi di forza d’animo e altruismo.
Il Manifesto con un’inchiesta a mia firma è stato il primo in Italia a parlare di questa svolta nella cura della SM, un caso unico in Italia, insieme alla Toscana, resa possibile da una delibera di Giunta della Regione Puglia, denunciando l’iter farraginoso e costoso cui lo Stato costringe pazienti, medici e Aziende sanitarie locali, per richiedere il farmaco, acquistarlo all’estero a carico del Sistema sanitario regionale.

Se la sanità pugliese è affetta da una lunga sequela di malattie incurabili, questa è sicuramente una sfida vinta, per cui si può dire grazie solo a Vendola.

Ecco la lettera di Lucia:
Gentile Redazione,
mi chiamo Lucia, 30 anni e vi scrivo dalla provincia di Lecce. 
Undici anni fa mi fu diagnosticata la Sclerosi Multipla. 
Vi scrivo in seguito al clamore suscitato dopo i vostri servizi sulla Cannabis Terapeutica che viene somministrata dall’Ospedale Ferrari di Casarano (Le). 
Al momento sono seguita dal centro SM dello stesso ospedale direttamente dai dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi. 
Io sono una dei 5 “pazienti fortunati” che sta assumendo il Bedrocan (infiorescenze essiccate di Marijuana) con miglioramenti evidenti ed eclatanti nell’andatura, nei tremori, nei dolori, negli spasmi muscolari, nella rigidità, nell’appetito, nell’umore e nel miglioramento totale della qualità di vita. 
Sono sempre stata una ragazza attiva, vivace e con la testa sulle spalle, fino a quando non mi è stata diagnosticata questa malattia che ovviamente ha condizionato ogni fase della mia vita. 
Nei vari anni ho provato tutti i farmaci convenzionali e non che vengono prescritti a coloro che si trovano nella mie condizioni: vari tipi di interferone, antidepressivi, antiepilettici, miorilassanti, immunosoppressori, vitamine, integratori…e chissà quanti altri.. 
Nel 2008 ho fatto un viaggio ad Amsterdam per testare personalmente le migliori varietà consigliate per la Sclerosi Multipla…ed è lì che ho potuto testare su di me gli effetti benefici della cannabis. 
A fine maggio di quest’anno,il centro SM dell’Ospedale Ferrari di Casarano,seguito dai dottori Pasca e De Masi,mi ha prescritto la prima ricetta per l’erogazione del farmaco: Bedrocan (a base di infiorescenze). 
Prima di arrivare a questo farmaco però il protocollo prevede l’utilizzo di vari altri farmaci (miorilassanti etc.) che anziché calmare i dolori e gli spasmi,su di me non facevano altro che aumentare questi sintomi (per non parlare poi degli effetti collaterali di questi e di tutti gli altri farmaci che ho provato). 
Come ultima spiaggia, visto che non sto bene con nessun farmaco e visto che la regione Puglia ha approvato la cannabis terapeutica,sono stata ricoverata 6 giorni (come da protocollo) per iniziare questa nuova terapia (seguita sempre e costantemente dai dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi) 
Sono arrivata in ospedale che ero costretta a star seduta su una sedia a rotelle ormai e mi preparavo all’idea di doverla utilizzare per il resto della mia vita. 
Dopo 2 giorni di ricovero ho cominciato a bere tisane con la marijuana (somministrate in tre orari diversi della giornata). 
Il terzo giorno sono resuscitata (per richiamare una citazione delle “Sacre Scritture”). 
Sono infatti riuscita a lasciare la sedia e iniziare piano piano a camminare nuovamente sulle mie gambe (seppur con un aiuto affianco),avendo così la certezza che tale farmaco è l’unico in grado di sollevare oltre all’umore anche il mio fisico. 
Sono stata dimessa e mandata a casa con 6 confezioni di Bedrocan sufficienti a trascorre un mese di vita “normale” e ogni mese vado tranquillamente in farmacia (quella dell’Ospedale) a prendere il farmaco (previa ricetta del neurologo). 
A questo punto la mia richiesta è semplice. 
Voglio dare la mia testimonianza di paziente affetta da una malattia gravemente invalidante, trentenne, nel pieno della vita…che ha trovato finalmente un sollievo alle sue sofferenze grazie al Centro SM di Casarano e all’enorme lavoro svolto da tutta l’equipe dei dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi. 
Conosco perfettamente l’iter burocratico che bisogna affrontare affinchè questo farmaco possa giungere ai pazienti che attendono per mesi e mesi,in preda ai dolori e a sofferenze inimmaginabili. 
Un percorso esageratamente impervio,sia per i malati che per i medici. 
Sarebbe fantastico informare tutti coloro che potrebbero usufruire di questo “farmaco” e soprattutto fare in modo che i centri come quello di Casarano abbiano più riflettori puntati addosso in modo da far emergere tutte le ottime attività che vengono svolte quotidianamente in favore dei pazienti affetti da questa e altre serie malattie. 
Non finirò di ringraziare chi si è impegnato per questa “battaglia”. 
Ci hanno donato la “libertà di cura”… e scusate se è poco.

Lucia

Ci sono 17 commenti per questo post
Marco Possanzini 2 dicembre 2011 - 13:20

Leggo le risposte di Michele e Furio, percepisco un pò di confusione. Innanzitutto non è corretto associare il concetto di “altre droghe” alla cannabis. Il criterio con cui noi dividiamo la società in tossicodipendenti e non tossicodipendenti è oltremodo bizzarro. Definiamo senza mezzi termini “drogato” colui che si fuma uno spinello ma non definiremmo mai un paziente in cura con psicofarmaci ( che creano dipendenza e danneggiano irreparabilmente organi come fegato e cervello, utilizzati anche a scopo “dietetico” da presunti dottori ) un “drogato”. Chiariamo una questione su tutte, nella cannabis commercializzata dalle narcomafie in modo clandestino e illegale, c’è l’adulterazione attraverso componenti chimico-farmacologici che vengono vaporizzati sulla cannabis naturale al solo scopo di adulterarne gli effetti. Quindi, chi utilizza questo prodotto naturale ( non chimico ) è costretto a rivolgersi necessariamente a spacciatori che vendono cannabis adulterata, a volte non sappiamo nemmeno con cosa. Purtroppo i danni organici che possono scatenarsi a carico dei consumatori sono il frutto di queste sostanze chimiche vaporizzate sul prodotto naturale. Nessun paragone può essere fatto fra cannabis, alcool, droghe sintetiche o altre forme di prodotti cancerogeni e nocivi sotto ogni punto di vista. Invito ancora una volta tutti voi a leggere e documentarvi attraverso le ricerche del Prod Lester Grispoon, Psichiatra ad Harward ( quindi non l’ultimo arrivato ), è l’unico modo per abbattere falsi miti, false paure e false “ricette”. Un’ ultima riflessione sul paragone fra alcool e cannabis. L’alcool crea dipendenza, è nocivo e cancerogeno se consumato in grosse quantità, crea disagio psichico e alterazione delle percezioni ( alla guida e non solo , spesso se distillato male contiene anche metanolo ( velenosissimo ) eppure è vendibile tranquillamente in ogni super mercato o bar, nessuno si sognerebbe oggi di consegnare alle mafie la produzione di alcool, proibendolo.

Bastiano.b.bucci 29 novembre 2011 - 23:51

Tutto molto interessante, ma per favore togliamo quel “grazie solo a Vendola” che mi sa che nei panni del taumaturgo non ci si trova per niente bene. Questi privilegi lasciamoli a Berlusconi.
Penso che qualunque presidente autenticamente di sinistra avrebbe fatto le stesse cose.
Ciò detto, lunga vita al nostro Presidente.

Mimmo Legrottaglie 29 novembre 2011 - 23:41

Si ..a tutte le sperimentazioni e alla ricerca ..di trattamenti naturali ed efficaci come questo in barba alle multinazionali e alle lobby farmaceutiche di prodotti chimici, dannosi e produttive solo per le tasche dei manager.Questa è la sanità migliore ….Grazie al Dott.De Masi ,Dott.Pasca,la Direttrice Cretì,il Pres. Vendola che possa essere da apripista per tutti i presidi ospedalieri e soprattutto per tutti quei pazienti che da anni soffrono senza alcun risultato ..BRAVI !!!!!!

Mimmo Legrottaglie 29 novembre 2011 - 23:22

Dottor De Masi e Dottor Pasca GRANDI!!!!…con l’augurio che tutto cio’ possa essere un esempio per tutte le strutture ospedaliere pugliesi!….spazio e sostegno alle grandi cose che aiutano la VITA,come la ricerca e la sperimentazione!

Nerina 27 novembre 2011 - 01:05

legalizzare senza dubbio e possibilità di coltivarsi due tre piante ciascuno.

Silvia Del Guercio 23 novembre 2011 - 12:16

Si alla legalizzazione.

Alexdo 17 novembre 2011 - 12:11

Mi fa molto piacere che si parli del Bedrocan nella sclerosi multipla ed è bello vedere che una volta tanto anche in Italia su certe terapie “controverse” si possa essere in linea con gli altri paesi europei e per il solo fine del benessere dei pazienti.
Invece da noi si tralasciano trattamenti ben studiati e validate scientificamente per avventurarsi nella teorie circa la CCSVI che destano forti perplessità, anche perché oramai si è rimasti solo in Italia a crederci ed anche tanti pazienti sono diventati delusi.

Marco Possanzini 15 novembre 2011 - 11:54

A completamento di quanto letto, sia nella lettera di Lucia sia nei commenti dei visitatori del sito, aggiungo che è oltremodo educativo ed interessante andarsi a leggere il materiale, presente on line e non solo, relativo alle ricerche scientifiche del Prof. Lester Grinspoon, uno Psichiatra, professore nella celebre Università statunitense di Harward. Il Prof. Grispoon è autore di numerosissime pubblicazioni scientifiche relative all’uso terapeutico della Canapa. Personalmente posso dirvi che, dopo aver partecipato ad una video conferenza del prof.Grinspoon, ho capito moltissime cose sul mondo della cannabis che ingnoravo completamente e ho scardinato le auto-convinzioni e i pregiudizi che avevo. Vi invito senza aggiungere altro a cercarvi tutto il materiale possibile reperibile on line, relativamente agli studi e ai risultati cui è giunto il Prof Grinspoon. Buon lavoro a tutti noi.

Maxalive 11 novembre 2011 - 19:59

ma cosa vuol dire: sì alla legalizzazione per sopprimere il commercio mafioso della canapa ma no alla legalizzazione per uso personale.se non si legalizza l’uso personale facendo dei canapai non si sconfiggono neanche i profitti delle mafie. per me va legalizzata a prescindere.speriamo almeno che ne permettano l’uso terapeutico.

Emiliosimone 10 novembre 2011 - 14:04

@ CARLA CIRILLO, MICHELE RIVA e pure tutti gli altri :)

Vi consiglio il link di cui sotto, dove ho già postato dei commenti che non vi sto a riscrivere.
Ve lo consiglio perchè l’ignoranza (senza offesa, eh..? Intesa nel senso dello Zingarelli), oltre che sconvolgere più delle droghe, fa anche pensare e scrivere minkiate ;)

http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/lignoranza-sconvolge-piu-delle-droghe/

Furio Olivieri 9 novembre 2011 - 15:46

SI alla legalizzazione anche per uso personale, perché milioni di italiani vogliono potersi fumare a casa la sera in pace erba coltivata legalmente e genuinamente in casa loro senza dare soldi alle mafie, senza bere e sfondarsi il fegato, non vogliono fare uso di altre droghe, non vogliono mettere a repentaglio la salute di nessuno né in strada, né sui luoghi di lavoro.

Carla Cirillo 6 novembre 2011 - 13:53

Caro Michele Riva ti ringrazio di aver eplicitato meglio anche il mio pensiero. Era esattamente quello che intendevo dire, ma non lo avevo espresso compiutamente. Sono pienamente d’accordo con te.

Michele Riva 5 novembre 2011 - 00:46

SI:
alla legalizzazione a scopo terapeutico,
alla legalizzazione per sopprimere il commercio mafioso della canapa,
alla legalizzazione per creare tessuti, carburanti e quant’altro.

NO:
alla legalizzazione per uso personale, già le persone che si ubriacano prima di guidare fanno danni irreparabili a se stessi e agli altri, figuriamoci se aggiungiamo anche la marjiuana…

Carla Cirillo 4 novembre 2011 - 20:27

Peccato che informazioni come questa non siano una priorità per i media in Italia in questo momento. Questo dimostra però che la ricerca scientifica, mirata a sfruttare tutte le potenzialità che la natura offre, ha solo bisogno di poter sperimentare in modo appropriato tutte le possibili soluzioni. La cannabis è una pianta che, come tante altre, ha varie caratteristiche ed è assolutamente legittimo cercare di scoprire il modo di utilizzarla al meglio. L’alloro, per esempio, può essere pericoloso se le sue foglie venissero impropriamente utilizzate, cioè in una certa quantità possono provocare disturbi, ma non per questo ne viene proibita la coltivazione.

Antongiulio Giardino 3 novembre 2011 - 14:02

Complimenti al presidente Vendola per aver permesso che questo accadesse!! Bisogna legalizzarla almeno a scopo terapeutico!!

Edoardo Trotta 2 novembre 2011 - 21:36

Il compito della SCIENZA è verificare, senza credere ai miracoli, anche se questi possono avvenire.
Tuttavia impedire OTTUSAMENTE la ricerca per ragioni moralistiche è doppiamente STUPIDO.
Oggi questa destra (PDL e LEGA) e un certo “Centro” sono uniti da questa ottusità.

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